(Ap)punti di vista

Appunti, ma anche punti di vista. Ap(punti), appunto. Di Inter, di politica, di un pò di tutto. Appunto.

CHI SONO

Utente: dex82
My name is Michael. Michele. Mikey. Dex per (quasi) tutti. Fate voi, l'importante è che mi chiamate sul serio, e senza urlare. Benvenuti nel mio blog. Qui troverete, a seconda del periodo, riflessioni e spunti tratti da quel meraviglioso libro dal titolo "Vita". Spero condividerete parte del viaggio. Se proprio non ce la fate, beh, fatevene una ragione.

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venerdì, 26 giugno 2009

MICHAEL JACKSON. 1958-2009

Jacko, una vita Black & White.




Inutile negarlo. Il giudizio di molti su quello che è stato Michael Jackson risente molto delle sue ultime e tristissime vicissitudini. Ogni leggenda che si ricordi ha i suoi scheletri nell'armadio, ma quelli di Jacko sembrano essere al limite dell'accettabilità. Detto questo, è altrettanto inutile negare quello che ha rappresentato per molti di noi. Sono stato tra i primi a perderlo di vista (volutamente) in seguito alle note (e squallide) vicende che lo hanno interessato, ma non posso negare quello che ha rappresentato la sua musica per me.

Ebbene sì, nonostante tutto sono qui a parlare di musica, senza retorica alcuna. La notizia della scomparsa mi ha letteralmente lasciato nello sconforto. Perchè mi sono tornate subito nitide in mente le immagini di Michele che si divertiva a provare il balletto di "Thriller", Michele che canticchiava "Billie Jean", o Michele che impazziva ascoltando "Blood On The Dancefloor", quando Jacko era già nella fase del declino assoluto. Ho vissuto gran parte della mia infanzia ascoltando le sue canzoni e ammirando le sue apparizioni da grande artista, dunque sarei un cretino a negarlo.

Così come sarei cretino a non ammettere che la parte "Black" della sua vita mi ha lasciato alquanto sconcertato.
Credo non riuscirò mai a capire il perchè di certe scelte, il perchè di certi atteggiamenti, il perchè di certi modi di condurre una vita che avrebbe potuto portarlo ancora molto in alto. No, il "Black" non trova giustificazioni. fatto sta che è proprio questo il punto. La vita di jacko sembra esattamente spaccata in due: la fase "White", e quella "Black". Personalmente preferisco ricordare la parte leggendaria della sua vita, quella del ragazzo di colore che conquista il mondo intero, quella di quei passi danzanti che hanno stregato una generazione intera. Preferisco ricordare Jacko, insomma. La leggenda. E preferisco continuare a ballare su "Blood On The Dancefloor". Forse questo è davvero il modo migliore per ricordare il mito interrotto...

postato da: dex82 alle ore 18:45 | link | commenti
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venerdì, 19 giugno 2009

L'Italia a puttane.



Lo spettacolo indecente a cui nostro malgrado ci stiamo abituando è qualcosa di molto serio e preoccupante. Ho la nausea persino a parlarne, pe questo mi limiterò a qualche breve riflessione prima di continuare le attività giornaliere.

Siamo alla vigilia di un turno elettorale che legittimerà in maniera ancora più forte la tenuta di un governo come mai ne avevamo visti fino ad ora.

Un governo dominato e controllato dai voleri e dai capricci di una Lega in pericolosissima ascesa.

Un governo che non ha il benchè minimo coraggio di ammettere la sua inevitabile matrice fascistoide (vedi braccio alzato Brambilla).

Siamo governati da un Presidente del Consiglio in pieno delirio di onnipotenza, circondato com'è da puttane e sudditi di ogni tipo (vedi nuove intercettazioni). Saranno anche penalmente inconsistenti, ma le cazzate moralmente irritanti a cui questo attempato 75enne ci ha abituati da anni sono divenute ormai nauseanti quanto insopportabili.

Siamo governati da una banda di porci che sta facendo un deserto attorno a sè, calpestando persino il sacrosanto diritto alla manifestazione del pensiero (art. 21).


Io non so quante scosse saranno necessarie per delegittimare un Re che da oggi appare un pò più nudo (vedi foto Villa Certosa) ma ancora in piedi. Non so quanto tempo passerà prima che noi italiani (tutti) riusciremo a svegliarci dal letargo in cui il nano ci ricaccia ogni volta apre quella cazzo di bocca e intorta mezza Italia. Quello che so è che ne ho le palle piene, e sono certo non sono l'unico.

Rivoluzione, in altri Paesi sarebbe già arrivata e passata da un pezzo. E forse, la cosa preoccupante è proprio questa...

postato da: dex82 alle ore 16:54 | link | commenti
categorie: politica, informazione, giornali
domenica, 31 maggio 2009

La dieta di Silvio.

Spotpdl

La prima parte della foto riguarda il nuovo (patetico) spot elettorale del Popolo Della Libertà, con Silvietto allungato e lanciato verso la telecamera.

La seconda, invece, si riferisce ad un'intervista di qualche giorno fa.

Ora notate il logo del Pdl nella prima foto, è palesemente "ovalizzato" a testimonianza degli esperimenti fatti sull'immagine. Per non parlare dell'imbarazzante "allungamento" della figura del nostro (?)  premier.

Appare evidente il tentativo di dare un nuovo slancio a Papi Silvio, anche per non farlo sfigurare al cospetto di Noemi e delle sue amichette. Stavolta, però, sembra che il trucco  non sia perfettamente riuscito.

Povero Silvio, tutti contro di lui..

postato da: dex82 alle ore 12:52 | link | commenti (1)
categorie: politica, informazione
sabato, 30 maggio 2009

HUMOUR

Da Spinoza (www.spinoza.it)



Franceschini critica il premier: "L'Italia non è di plastica". Quindi va nel sacco nero.

L'avvocato di Berlusconi promette: "Eviteremo altri casi Mills. D'ora in poi solo contanti".

Berlusconi: "La lotta alla mafia è il nostro obiettivo". L'idea degli infiltrati non è male.

"Falcone è stato un punto di riferimento". Al momento di premere il pulsante.

Schifani: "La strada giusta per battere la mafia è quella di isolarla". In Italia.

La mafia: "E sia. Correremo da soli alle europee"..

A Fede contestata una violazione della privacy: durante un servizio si era lasciato sfuggire il nome del leader dell'opposizione.

Maroni. "Nel 2008 spariti 1.330 minori". "Una era a casa mia" tranquillizza Berlusconi.

Le immagini confermano: Noemi era ospite d'onore alla festa del Milan. Ora resta solo da chiarire cosa avesse il Milan da festeggiare.

Berlusconi difende il capitano dopo le critiche dei tifosi:"Maldini per me è come un figlio. Non lo vedo mai".

Diffuso l'identikit del nuovo disoccupato: adulto, sposato, ex segretario del Pd. 

Mentana reintegrato a Matrix. Finalmente il comitato elettorale è al completo.

(Decisione dovuta anche al fatto che nessuno degli ospiti si ricordava mai come cazzo si chiamasse l'altro conduttore)

Radio Vaticana in rosso, la Santa Sede apre agli spot. I mercanti sono pregati di tornare nel tempio.

Il premier esclude di rinunciare al Lodo Alfano. Finalmente abbiamo trovato una legge che ha intenzione di rispettare.

Mills fu corrotto con seicentomila dollari. Si vede che quel giorno non c'erano collier a portata di mano.


postato da: dex82 alle ore 17:37 | link | commenti
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domenica, 24 maggio 2009

IL GIOCO DEI 5



17 scudetti

Su insistente richiesta di Cesco, inossidabile amico interista, ecco riproposto anche quest'anno il "Gioco dei 5 - Edizione Speciale: Titulo 17".

1) 5 Gol per un TITULO
  • Maicon in Torino-Inter (1-3), potenza e precisione al ritmo della samba;
  • Ibrahimovic in Roma-Inter (0-4), un pallonetto che disegna un arcobaleno e scalda i motori dell'Inter in partenza;
  • Ibrahimovic in Palermo-Inter (0-2). Manco a dirlo, sempre lui, splendida la prima delle due "bombe" che minacciano la stabilità del campionato e consolidano la vetta nerazzurra della Serie A;
  • Ibrahimovic in Inter-Bologna (2-1), una magia che vale il titolo di gol dell'anno, a mio avviso;
  • Balotelli in Chievo-Inter (2-2). Sarebbe stato ancora più godurioso se avesse chiuso i giochi scudettto. Ma rimonta clivense a parte, resterà sicuramente negli annali.
2) 5 partite chiave per ricucirsi il TITULO:
  • ROMA-INTER 0-4: è il match in cui si è avuta la netta impressione di quello che potrebbe essere davvero l'Inter. Motori scaldati e splendida dimostrazione e spettacolo. La dimostrazione che volendo questa squadra puà anche giocare divertendo;
  • REGGINA-INTER 2-3: il gol di Cordoba al minuto 91 non è stata solo fortuna, ma dimostrazione di grinta e carattere. Vincere una partita difficile come quella di Reggio, e farlo a tempo praticamente scaduto può dare molto più morale di un roboante 4-0; E lo scudo nerazzurro è passato anche di lì;
  • INTER-JUVENTUS 1-0: splendida dimostrazione di forza ed intensità. Juventus dominata per 90 minuti e affossata con un "gollonzo" firmato Muntari. In quella calda serata in molti hanno capito con chi avevano a che fare;
  • INTER-MILAN 2-1: aiutati dal gol fortunoso di Adriano, ok. Ma nulla da togliere ad una squadra che ha dimostrato ancora una volta la sete di vittoria e la determinazione. Milan schiantato e a meno nove. I giochi scudetto, probabilmente, hanno perso gran parte del loro fascino in quella serata.
  • JUVENTUS-INTER 1-1: riacciuffati nel recupero, nell'ultimo appello bianconero per lo scudetto. Ma il pareggio in casa del "nemico" a poche giornate dalla fine del torneo, con il vantaggio di sette punti invariato, ha significato scudetto. In quel momento sono ufficialmente finiti i giochi. Discorsi del giorno dopo a parte, ovvio. 

3) 5 cavalieri per un'impresa: doverosa premessa, credo che uno scudetto sia di tutti, davvero di tutti. Ma dovendo fare cinque nomi...:
  • IBRAHIMOVIC
  • MAICON
  • JULIO CESAR
  • CAMBIASSO
  • BALOTELLI


postato da: dex82 alle ore 14:38 | link | commenti (2)
categorie: calcio, nerazzurri, inter, scudetto
lunedì, 18 maggio 2009

INTER-SIENA 3-0

Tituli di coda



Scorrono le immagini della festa nerazzurra. Conquistare uno scudetto, per come la vedo io, è sempre qualcosa di irresistibile, Champions annessa o meno. E così, dopo tanti annunci di "chiusura" e "riapertura" il campionato ha sigillato il suo verdetto più atteso, con l'Inter Campione d'Italia per la quarta volta consecutiva, titulo 17.

Non sarà certo questa la sede in cui sottolinerò, come ho ampiamente fatto per tutta la stagione, gli errori discutibili in cui è incappato il "profeta" Mou. Perchè vincere uno scudetto, se pur ciò rappresenti il minimo sindacale per un allenatore arrivato con l'intento di dare una svolta europea, è sempre qualcosa di straordinario, oltre che meritato. E il diciassettesimo titolo (titulo, pardon) nerazzurro sembra davvero essere uno dei più amati. Dopo averlo vinto a mani basse nel 2007,  con l'incubo della rimonta giallorossa nel 2008, lo scudetto di quest'anno è arrivato direttamente in poltrona, dritto dritto dalla stazione bianconera di Udine.

E' sicuramente lo scudetto che ha messo d'accordo tutti i tifosi, accomunati da quello "Zeru Tituli" diventato ormai un motto che ricorderemo negli anni. Ecco adesso alcune considerazioni semi-serie sul nuovo trionfo nerazzurro:

1) 17: lo scudo della fortuna. La fortuna, si sa, aiuta gli audaci. Per questo motivo credo si possa tranquillamente ammettere che l'Inter ha vinto uno scudetto che porta la firma di alcuni episodi che hanno segnato una svolta. Come le grandiose parate di Julio Cesar. Come i gol (pochi purtroppo) di Julio Cruz e Hernan Crespo. Stop, non inserisco nel conteggio gli errori arbitrali, quelli li lasciamo volentieri a coloro che rientrano nella grande categoria degli "Zeru Tituli".

2) 17: lo scudo della forza. Il tricolore 17 porta con sè delle memorabili dimostrazioni di forza. Come quella che ha scaldato i motori dell'Inter di Mourinho, nella trionfale serata romana in cui i nerazzurri schiantarono la Roma con quattro pappine ed una spremuta incredibile di forza e spettacolo. Non dimentichiamoci della vittoria sulla Juventus dominata per tutta la partita dell'andata. Forza come quella con cui, grazie anche al gomito di Adriano, la corazzata nerazzurra ha schiantato il Milan estromettendolo dai giochi, e regolato con maestria i conti con la Juventus al ritorno. Nel mezzo grandi prestazioni come quella contro Catania, Torino, e Lecce. Forza e continuità, firme sullo scudetto.

3) 17: il "titulo". Dulcis in fundo un riconoscimento a chi ha guidato i nerazzurri in questa stagione trionfale, portandoli a conquistare uno storico 17esimo scudetto, il Sergente Josè. Sicuramente il lavoro di Mourinho non ha portato quella rivoluzione tecnico-tattica che in molti attendevano per dare alla squadra una caratura diversa, specie in chiave europea. Ma è innegabile che il modo in cui ha saputo gestire situazioni anche simili a quelle di stagioni passate (vedi post-eliminazione europea di Mancini), e rapporti di forza con uno spogliatoio comunque difficile, sia da riconoscere. Per non parlare del meccanismo di identificazione che ha portato Mou a diventare simbolo per tutti i tifosi. "Zeru tituli" è ormai un motto di identificazione.

Saranno considerazioni scontate, probabilmente, ma sono le prime cose che mi sono venute in mente mentre alle 9 mi incamminavo verso la prima giornata settimanale di lavoro. Nessuna paura però, mai lunedì era stato così radioso e felice. Mai fattura e delega da pagare erano state così piacevoli, in quanto  accompagnate da quello "0 TITULI". Merito dei colori nerazzurri, ebbene sì. Un tempo i lunedì di fine maggio erano uno strazio. Oggi, almeno per ora, sono diventati una delle emozioni per cui vale la pena di vivere. Forse esagero, o forse no. Grazie, Inter!

[...] Per molti è lo scudetto di Ibra e di Julio Cesar, per altri di Mourinho o di Maicon, ma come sempre le considerazioni tecniche le lascio ad altri. A me piace ricordare quel ragazzino di sei anni che ho visto piangere tra le braccia del suo papà il 5 maggio a Milano, e quel vecchietto con cui facevo la strada quando andavo a San Siro. Era stanco e malato ma diceva di voler andare allo stadio fino alla morte. Spero sia ancora vivo e stia brindando alla vittoria, alla faccia dell'Inps e di Tremonti. Ma la dedica più importante va a mio figlio Fabietto, ieri sera quando mi vedeva esultare rideva anche lui. Ha 14 mesi ed ha già vinto due scudetti.

(gioiosamente tratto da "ZERU TITULI", di Sandro Simone. E-book pubblicato in occasione del 17° scudetto vinto dall'Inter, liberamente scaricabile dal blog bengodisity.blogspot.com/






postato da: dex82 alle ore 14:51 | link | commenti (1)
categorie: sport, calcio, nerazzurri, inter, scudetto
domenica, 17 maggio 2009

CAMPIONI



E' una splendida domenica di metà maggio. E l'Inter è Campione d'Italia...


[...] Comunque è andata, ed è un bell'andare. Sentiremo un'intera nazione rosicare, un ruminamento diffuso in dolby sorround, crunch crunch, sentiremo scorrere fiumi di parole e di Maalox, e sentiremo svalutare fino alla noia i nostri quattro scudetti di fila perchè uno guidorossi, l'altro nonceranessuno, l'altro senonceraibraaparma e questo sailcazzomaqualcosacinventiamo. Sarà la dolce colonna sonora che ci accompagnerà fino a quando non riprenderemo tutti a macinare calcio vero e inizierà un'altra stagione, e le teorie dell'annoprossimo andranno a misurarsi con le prove dei fatti. Ci diranno che gli scudetti non contano una cippa e l'unica cosa è la Champions, che naturalmente ci manca da 44 anni eccetera eccetera. Io invece agli scudetti ci sono affezionato. Sono diciassette, abbiamo ripreso il Milan e riapprodiamo a una dimensione non più subalterna. Diciassette noi, zeru tituli gli altri, il verdetto adesso è chiaro.

Buonanotte campioni: voi, sì, bella prestazione dal divano di Appiano, mi siete piaciuti anche stasera. E buonanotte campioni, sì, anche noi, tifosi digitali, gente da modem, campioni di post, commenti, telecomandi, nick, bouquet, risse, passioni, link, bicchieri a metà, prostituzioni intellettuali, antitroll, tastiere, photoshop e blackberry. Anche questo - il nostro - è uno squadrone. Viva l'Italia, viva lo sport, e viva l'Inter, sempre. (Blog Settore)


postato da: dex82 alle ore 13:33 | link | commenti
categorie: sport, calcio, nerazzurri, inter, scudetto
sabato, 16 maggio 2009

INTER CAMPIONE D'ITALIA

  TITULO 17  
 


Luci a San Siro,
la notte è nerazzurra.


[F.C. Internazionale campione d'Italia 2008/09]

postato da: dex82 alle ore 22:21 | link | commenti
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Festa anticipata?

José Mourinho vuole chiudere il discorso scudetto. Ap

Quale sarà la data dello scudetto nerazzurro? Sarà davvero il Milan a deciderla? Non nascondiamoci che la cosa ci piacerebbe, e non poco.

Udinese e Siena saranno crocevia bianconeri di un scudetto troppe volte annunciato. Dopo il "regalo" bianconero firmato Juventus, il destino dell'Inter, nel bene o nel male, passerà ancora una volta per quei colori. Siena fu lo splendido (ed indimenticabile) teatro del primo scudetto conquistato sul campo dopo Calciopoli.

Siena fu l'incubo che un anno fa ci portò all'ultima giornata di campionato ad un punto dalla Roma.

Il Siena sarà anche quest'anno l'occasione per mettere le mani sullo scudetto, una volta per tutte.

Nelle ultime partite ho visto la squadra zoppicare, più che per problemi fisici per un evidente stato confusionale. In più, aver patito l'assenza di due colonne come Ibrahimovic e Maicon ha fatto tutto il resto. Per come la vedo io sarebbe stato bello chiudere il discorso con la perla di Balotelli contro il Chievo. Ma quello, si sà, era il primo dei match-ball disponibili (e come sappiamo non avrebbe cmq voluto dire scudetto).

Domani sera arriva il secondo match-ball utile. E stavolta dipende solo dall'Inter. Dipende solo da Mou. Dipende solo da Ibra. Dipende solo da loro, insomma. La testa è alta verso l'obiettivo, si spera. E l'occasione è ghiotta anche per il Sergente Mou. Per dimostrare quanto potrebbe (perchè fin qui si è visto poco, per nulla direi) motivare la squadra in un momento comunque delicato.


Coraggio, Inter!

postato da: dex82 alle ore 14:24 | link | commenti
categorie: sport, calcio, inter, scudetto
lunedì, 11 maggio 2009

MILAN-JUVENTUS 1-1

Grazie, Papi.

La panchina del Milan a San Siro. LaPresse

La tensione nerazzurra e i pensieri maldestri sono durati la pochezza di poco più di due ore. Perchè tre punti servivano, e tre punti alla fine sono arrivati, se pur di riffa e di raffa. Un punto è giunto da Verona soffrendo contro il Chievo (della partita di ieri salverei solo il MAGNIFICO gol di Mario Balotelli), gli altri due da Milano. Ci ha pensato il Milan infatti a perderli per strada e a regalarceli.

Grazie, Papi!

Ovviamente Mourinho sentitamente ringrazia, e probabilmente sarà andato a dormire più sereno. Così come sereni sembrano essere tornati tutti i tifosi nerazzurri. Perchè a questo punto lo scudetto dista soli tre punti, e potrebbe anche arrivare senza giocare, sabato sera (se il Milan dovesse perdere contro l'Udinese).

Tricolore ad un passo, dunque. Ma l'Inter di ieri ha mostrato inevitabili e inquietanti lacune. Ha dimostrato quanto sa essere poco incisiva senza Ibra, con l'assurdo 4-3-3, e pericolosamente instabile con Figo, Maxwell e Burdisso. Elementi di riflessione a cui dedicare attenzione dopo i festeggiamenti, però. Perchè adesso è giusto pensare a quello che sta arrivando, al titulo in arrivo, il quarto (o terzo) consecutivo.

Vincere uno scudetto non è mai roba da poco per come la vedo io
. Probabilmente (con l'Inter non si sa mai) arriverà il giorno 17 (e sarà il titulo numero 17). Dunque, ce lo auguriamo tutti, potrebbe portare molto bene, e risultare di buon augurio. Lo vedremo, per il momento lo aspettiamo impazienti...

postato da: dex82 alle ore 16:09 | link | commenti
categorie: sport, calcio, nerazzurri, inter, scudetto
domenica, 10 maggio 2009

CHIEVO-INTER 2-2

4-3-2-1, il count-down si è fermato.

Chievo in festa

Era oggettivamente difficile che accadesse oggi. Era oggettivamente difficile sperare nelle due condizioni obbligatorie, vittoria nerazzurra e sconfitta rossonera. Il punto è che invece di pensare a cosa fare stasera avremmo dovuto riflettere maggiormente sui nostri impegni e sui nostri pensieri del dopo-partita.

Perchè come temo (e spero di essere smentito, senza per questo dover tifare Juve)  stasera il Milan si divertirà a farci vedere quanti gol riuscirà a mettere nella porta bianconera. E quanti pensieri riuscirà ad inserire nella nostra mente. Ok, Milan-Juventus non si è ancora giocata. Ma per come la vedo io, domenica  prossima rischiamo di giocarci il posticipo serale a soli due punti sul Milan. Oggi c'era una sola cosa da fare, posticipo serale a parte, vincere. Bastava gestire il 2-1 senza troppi sforzi. Invece ancora una volta abbiamo buttato altri due punti al vento. Due punti come quelli sperperati contro Palermo e Juventus, per non parlare della caduta di Napoli. Sei punti in cinque partite, e pareggio col Chievo che rievoca inquetanti parallelismi.

Tranquilli però, questa è tutta un'altra Inter, nel bene e nel male. Nel bene perchè mancano 3 partite alla fine e il distacco male che vada resta di cinque punti, anche se lo scudetto sembra slittare di due settimane. Nel male, perchè c'è sempre la speranza che anche un signore portoghese dal taglio brizzolato capisca, una volta per tutte, che Figo e Burdisso oltre a fare beneficenza possono risultare nocivi, molto. 

postato da: dex82 alle ore 17:17 | link | commenti
categorie: sport, calcio, nerazzurri, inter, scudetto
lunedì, 04 maggio 2009

INTER LAZIO 2-0

Più sette, meno quattro.

La rabbia di Ibrahimovic dopo il gol dell'1-0 alla Lazio. Ansa

Facile parlare di scudetto, ormai. Facile farlo dopo una vittoria scaccia pensieri. Facile farlo dopo l'ennesimo show di Ibra, stavolta con retrogusto amaro (fischi e squalifica). Fatto sta che in vetta alla classifica di Serie A sembra quasi (QUASI) fatta. Il quasi è d'obbligo, visto lo stato d'animo che ha attraversato il sottoscritto e, ne sono certo, molti tifosi, nei primi 45 minuti di Inter-Lazio.

Sembrava una resa incontrollata, una lenta agonia verso l'ennesima partita blanda e votata ad un rischioso (vedi partita precedente) pareggio, roba che Barcellona-Real Madrid a confronto è una partita giocata da alieni. Invece nel secondo tempo le cose sono cambiate in meglio. Merito (non mi par vero) di Mourinho, che nonostante sia un tantino recidivo, pare aver finalmente  realizzato che il 4-3-2-1 non è lo schema adatto a questa Inter. Merito soprattutto del solito Ibrahimovic, che sigla il primo gol di prepotenza e inventa la magia che spalanca le porte al raddoppio di Muntari.

Quattro turni da disputare, sette punti di vantaggio sul Milan ancora vittorioso sul Catania (già, cinque vittorie rossonere di fila). Se è vero che i giochi sono quasi fatti, è anche vero che le intemperanze dei tifosi sembrano davvero fuoriluogo.

Domenica pomeriggio ci aspetta una trasferta insidiosa in casa di un Chievo in piena lotta salvezza. Aspetterei il fischio finale di quel match per un giudizio forse definitivo. Senza dimenticare che in serata il Milan dovrà vedersela con i bianconeri ormai a pezzi, nella speranza che in questa settimana riescano a trovare un pò di quell'orgoglio sbandierato e ostentato fino ad un mesetto fa.

postato da: dex82 alle ore 12:48 | link | commenti
categorie: sport, calcio, nerazzurri, inter, scudetto
mercoledì, 29 aprile 2009

NAPOLI-INTER 1-0

Cattivi pensieri, un anno dopo.



E' incredibile il modo in cui il destino riesce a riproporre situazioni apparentemente lontane anni luce. Prendiamo domenica sera, ad esempio. Napoli-Inter sembrava assumere le sembianze di un passaggio indolore (ed incolore)  verso il tricolore. Partita noiosa e sullo 0-0 al minuto 20 del secondo tempo. Poi un sussulto. Esattamente come un anno fa Zalayeta (ex Juventus, coincidenza) trafigge Julio Cesar e l'Inter tutta, 1-0 Napoli.

In quel preciso istante ho realizzato che sarebbe maturata la terza sconfitta in campionato, dopo quelle contro Milan e Atalanta. Una sconfitta che arriva dopo il pareggio kamikaze contro il Palermo e quello amaro a Torino contro la Juventus. Uno schiaffo che, a mio avviso, non può che far bene visto il comportamento troppo rinunciatario di una squadra che crede (sbagliando) di avere già il "titulo" in tasca. Convincersi di questo sarebbe quanto di più sbagliato si possa fare. Perchè se la Juventus sembra spacciata (ma aspetterei lo scontro diretto col Milan per pronunciarmi del tutto) il Milan a sette punti di distacco sembra una squadra capace di infilare sei vittorie di fila. E se si considera che ci ha rosicchiato sette punti nelle ultime tre partite gli scongiuri sono alla portata. Per quelli non c'è mai limite...

postato da: dex82 alle ore 13:58 | link | commenti
categorie: sport, calcio, nerazzurri, inter, scudetto
martedì, 21 aprile 2009

Sul razzismo.

Mario Balotelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così scrive (e condivido in pieno) Rudi Ghedini nel suo Blog:

Certe coincidenze fanno riflettere. Trovare la parola "razzismo" per tre volte sulla prima pagina dei giornali di oggi, mi spinge a pensare che certi termini vengano usati con estrema faciloneria, e che sia il caso di fare qualche distinzione.

Il presidente dell'Iran ha parlato di Stato razzista, a proposito di Israele, in una conferenza dell'Onu a cui l'Italia ha scelto di non partecipare, altri Paesi europei sono andati e usciti dall'Aula, uno ha abbandonato la conferenza, altri sono rientrati, altri ancora erano rimasti comodamente seduti (non arrivo a credere che qualcuno abbia persino applaudito, ma gli applausi ci sono stati). Conclusione: quasi tutta l'Informazione si limita a denunciare il fanatismo del presidente iraniano, e minimizza il consenso che le sue tesi hanno suscitato. Troppo comodo.

A confronto con i rischi per la pace nel mondo, un episodio di cronaca nera sembra sbiadire. Ma nell'omicidio a sprangate del giovane Abba, a Milano, da parte di un negoziante - e del figlio - a cui aveva rubato un pacchetto di biscotti, il Pubblico Ministero ha proposto "l'aggravante" del razzismo, perché molti testimoni hanno confermato il tono delle ingiurie che accompagnavano le sprangate. La Difesa ha ovviamente negato, ma davvero qualcuno vuol credere che il colore della pelle di Abba non sia stato determinante nella brutalità della rappresaglia?

Infine, la squalifica del campo della Juventus per i cori razzisti nei confronti di Balotelli. Se faccio la tara alle idiozie di Lapo Elkann (in bella vista sulla prima pagina del Corriere) e allo squallido ricorso presentato dalla Juventus, potrei persino ammettere che qui il razzismo c'entra poco. Nell'Inter giocano anche Muntari e Vieira, e contro di loro non sono stati elevati ululati, cori sul "negro di merda" o auguri di morte. E non dimentico i tifosi dell'Inter che rivolgevano a Marc Zoro le stesse offese ripugnanti. Il bersaglio è Balotelli perchè è facile identificarlo come l'anello debole, il ragazzino a cui far saltare i nervi, e "tante brave persone" (come cantava Bennato) ritengono giusto sfogare la propria grossolana volgarità in quella zona franca che è lo stadio di calcio.

Non credo che queste persone cambieranno comportamento per qualche "azione educativa", la smetteranno solo se sarà la Juve a pagarne dazio. E siccome la gloriosa società bianconera ha fatto ricorso, dimostrando di non aver capito l'antifona, fossi il Giudice sportivo a questo punto aggiungerei una seconda giornata di squalifica. Non per razzismo, ma perche la stupidità cominci a costare qualcosa.


postato da: dex82 alle ore 18:35 | link | commenti
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NEGRO DI MERDA.

Nulla, assolutamente nulla, può giustificare la vergogna di novanta minuti di razzismo contro Mario Balotelli. Non il suo comportamento da bulletto, non lo scudetto sul petto indicato dopo il gol, non il carattere fumantino. Nulla può trovare ridicole e insulse giustificazioni del cazzo.  

Quello che è successo sabato sera all'Olimpico di Torino è quanto di più becero e vergognoso possa succedere su di un campo di calcio, e non solo. Sembra profilarsi la squalifica del campo per lo stadio di Torino. La Juve farà ricorso, ma per quanto ne so io, dovrebbe ritenersi graziata. Specie per essere arrivata in netto ritardo e in malo modo nello "scusarsi" sull'accaduto. Tutto quello che Cobolli, Ranieri e compagnia bella sono riusciti a fare, infatti, è stato sguinzagliare il MORALIZZATORE Legrottaglie cntro i comportamenti del giocatore. Uno schifoso e pietoso STILE JUVE.

Una vergogna assoluta, non ho altre parole per ora. Comincio a credere che, come scrive anche Gigi Garanzini nel suo blog, se li conosci (gli stadi), li eviti.


postato da: dex82 alle ore 14:20 | link | commenti (1)
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